PER LEGGERE E/O STAMPARE IL FOGLIETTO ORIGINALE CLICCARE QUI SOTTO
CONTENUTO
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neppure la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto nei cieli.In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli la concederà loro. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».
L’Arte di non scomunicare: Perché l’offesa dell’altro è la tua occasione di diventare Cristo –
Commento al Vangelo di don Fabio Rosini
Quante persone hai letteralmente “cancellato” dalla tua vita nell’ultimo anno? Quando subiamo un torto, non parliamo quasi mai di semplici sviste, ma di colpe gravi, di quelle che incrinano la sostanza stessa di un rapporto. La nostra reazione istintiva è la difesa o la fuga. Eppure, esiste una strategia relazionale radicale, quasi scandalosa, che ribalta il concetto stesso di giustizia. Non si tratta di stabilire chi ha ragione, ma di impedire che il nostro cuore subisca un processo di morte cellulare.
La prassi inversa: Perché stiamo sbagliando tutto
Nel quotidiano applichiamo quasi sempre una prassi “antievangelica”: se qualcuno ci ferisce, lo diciamo a tutti tranne che all’interessato. Trasformiamo un dolore privato in un tribunale pubblico, dove l’offeso viene condannato per interposta persona attraverso il veleno del “sentito dire”.Questa è una ferita alla verità. Invece di proteggere il legame, lo esponiamo al rumore esterno, perdendo l’occasione di guarire. La strategia suggerita dal Vangelo di Matteo è invece un atto di estrema custodia: “vai e ammoniscilo fra te e lui solo”. Il primo passo è il silenzio complice tra due persone che si appartengono, non il baccano del giudizio sociale.
L’obiettivo reale: “Guadagnare” non è Vincere
Dobbiamo chiederci con quale spirito ci avviciniamo a chi ha sbagliato. Si percepisce immediatamente se ci muoviamo con un “animo acidulo“, desiderosi solo di puntare il dito, o se vogliamo davvero “guadagnare un fratello”. Il punto è tutto qui: chi di noi può permettersi il lusso di perdere un pezzo della propria vita?
Il testo delinea una progressione precisa: prima il colloquio a quattr’occhi, poi il coinvolgimento di una o due persone (testimoni della volontà di pace), infine la comunità. Non è una procedura legale, ma un crescendo di sforzi per recuperare qualcuno che è carne della nostra carne.
“Possiamo chiudere i rapporti così facilmente? Forse non ce lo possiamo permettere. Forse non possiamo permetterci di presentarci davanti al Signore senza i nostri fratelli. Perdere un legame è una cosa che non possiamo fare senza necrotizzarci.”
L’alternativa alla riconciliazione non è la vittoria, ma la necrosi spirituale: una parte di noi muore insieme al rapporto che abbiamo lasciato marcire.
Il grande equivoco: Pagani e Pubblicani come obiettivi d’Amore
Qui il Vangelo di Matteo rompe ogni schema logico. Il testo dice che se l’altro non ascolta nemmeno la comunità, deve essere per noi “come un pagano e un pubblicano”. Tradizionalmente, abbiamo letto questo passaggio come un’autorizzazione alla scomunica. Ma è un errore esegetico clamoroso.Dobbiamo distinguere: se San Paolo ammette una sorta di esclusione “terapeutica” per scuotere chi sbaglia, nel Vangelo di Matteo il pagano e il pubblicano sono, per definizione, i destinatari privilegiati dell’amore di Cristo. Sono i malati che hanno bisogno del medico. Trattare qualcuno come un pagano non significa escluderlo, ma spostarlo nella lista delle priorità assolute del nostro amore. Significa smettere di pretendere che si comporti da fratello consapevole e iniziare ad amarlo incondizionatamente, pronti a “dare la vita” per lui.
Dalla collaborazione all’Amore gratuito
La vera rivoluzione sta in un cambio di registro drammatico. Quando la comunicazione verbale fallisce, quando i tentativi comunitari cadono nel vuoto e l’altro resta fermo nella sua incoerenza, non scatta l’odio, ma la trasformazione:
Il registro della collaborazione: Finché è possibile, cerchiamo di lavorare insieme, di spiegarci, di capirci.
Il registro dell’essere: Quando non si può più collaborare, resta solo il chiamarsi fuori dalla logica del dare-avere. A quel punto, non possiamo più parlare di Cristo, dobbiamo essere Gesù Cristo. Se l’altro non è in grado di essere un collaboratore nel bene, diventa colui per il quale offriamo un amore totalmente gratuito, senza più la pretesa di essere ricambiati o capiti.
AVVISI
IL GIRO D’ITALIA PER LA PACE
il cammino itinerante che sta attraversando centinaia di comuni italiani arriverà a Treviso sabato 19 settembre . La giornata prenderà il via con l’accoglienza della Lampada della pace nel complesso di Santa Caterina. Alle 12, in piazza dei Signori, la Lampada verrà consegnata al Consiglio comunale. A partire dalle ore 15, saranno cinque i quartieri coinvolti contemporaneamente – Santa Bona, Sant’Antonino, Fiera, Santa Maria del Sile e Santa Maria del Rovere – con laboratori aperti alla cittadinanza curati dalle associazioni del territorio. Al termine, da ciascun quartiere partirà una marcia che confluirà nel centro storico: piazza Borsa ospiterà il momento conclusivo tra musica, testimonianze e interventi istituzionali.
ANGOLO DELLA CARITÀ
Ricordiamoci sempre di chi è nel bisogno e diamo loro la possibilità di avere il necessario. All’ingresso della chiesa la cassetta per i poveri raccoglie offerte in denaro . Attraverso l’Emporio Solidale “Beato Erico”, la nostra comunità aiuta le famiglie che vivono momenti di difficoltà con la Raccolta di Alimenti (a lunga conservazione): Tonno, olio, pelati, pasta, zucchero e detersivi,che si possono depositare nella Cesta della Carità presso l’altare del Cristo Risorto
GRAZIE
SETTIMANA LITURGICA
| DOMENICA 6 SETTEMBRE verde
XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (anno A) Ez 33,1.7-9; Sal 94; Rm 13,8-10; Mt 18,15-20 Ascoltate oggi la voce del Signore |
| LUNEDÌ 7 SETTEMBRE verde
Liturgia delle ore III settimana 1Cor 5,1-8; Sal 5; Lc 6,6-11 Guidami, Signore, nella tua giustizia |
| MARTEDÌ 8 SETTEMBRE bianco
Natività B.V. Maria (f) Mi 5,1-4 opp. Rm 8,28-30; Sal 12; Mt 1,1-16.18-23 Gioisco pienamente nel Signore |
| MERCOLEDÌ 9 SETTEMBRE verde
Liturgia delle ore III settimana 1Cor 7,25-31; Sal 44; Lc 6,20-26 Ascolta, figlia, guarda, porgi l’orecchio |
| GIOVEDÌ 10 SETTEMBRE verde
Liturgia delle ore III settimana 1Cor 8,1b-7.11-13; Sal 138; Lc 6,27-38 Guidami, Signore, per una via di eternità |
| VENERDÌ 11 SETTEMBRE verde
Liturgia delle ore III settimana 1Cor 9,16-19.22b-27; Sal 83; Lc 6,39-42 Quanto sono amabili le tue dimore, Signore! |
| SABATO 12 SETTEMBRE verde
Liturgia delle ore III settimana 1Cor 10,14-22; Sal 115; Lc 6,43-49 A te, Signore, offrirò un sacrificio di ringraziamento |
| DOMENICA 13 SETTEMBRE verde
XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (anno A) Sir 27,30 – 28,7, NV 27,33 – 28,9; Sal 102; Rm 14,7-9; Mt 18,21-35 Il Signore è buono e grande nell’amore |