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CONTENUTO
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 16,13-20)
In quel tempo, 13Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». 14Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». 15Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». 16Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». 17E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. 18E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. 19A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». 20Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.
ENZO BIANCHI – COMMENTO AL VANGELO
Chi è Gesù? Questa domanda centrale per la nostra fede, che in forme diverse percorre tutto il vangelo, risuona nel teso odierno proprio sulle labbra di Gesù: dalla risposta a tale interrogativo dipende la nostra relazione con lui, il Signore della nostra vita.
Mentre si trova a Cesarea di Filipo, città situata nell’estremo nord di Israele, Gesù chiede: «Figlio dell’uomo» Gesù intende riferirsi a quella figura di Salvatore profetizzata da Daniele (cf. Dn 7) e attesa dai credenti di Israele per la fine dei tempi. Ma è importante notare che in questo modo egli prende anche una misteriosa distanza da sé, parlando di sé come di un altro, alla terza persona, senza alcuna autoreferenzialità… I discepoli riportano l’opinione corrente che vedeva in Gesù un profeta (cf. Mt 13,57; 14,5): secondo alcuni egli sarebbe Giovanni il Battezzatore risorto dai morti, come già aveva sostenuto Erode
(cf. Mt 14,2); secondo altri sarebbe il nuovo Elia, il grande profeta rapito da Dio in cielo (cf. 2Re 2,1-18); secondo altri ancora in lui rivivrebbe Geremia, il profeta duramente perseguitato dalla classe sacerdotale del suo tempo.
Tutte risposte che contengono una parte di verità, ma ancora insufficienti a spiegare la novità, la singolarità di Gesù.Ecco perché Gesù stesso chiede direttamente ai discepoli: «Voi, chi dite che io sia?». È una domanda posta in tono confidenziale a quanti sono più strettamente coinvolti con lui e dunque dovrebbero conoscerlo in profondità, ben oltre i pareri popolari. Uno solo di loro, Simon Pietro, risponde senza esitazione: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Egli riconosce in Gesù il Cristo, cioè il Messia, il Re di pace e di giustizia atteso da Israele in favore di tutta l’umanità; non solo, ma discerne in lui il Figlio di Dio, ossia il rivelatore ultimo e definitivo del Padre agli uomini
(cf. Gv 1,18). Nella città che prende il nome da Cesare, colui che si faceva chiamare Dio e Signore, Pietro esprime la confessione di fede che coglie in pienezza l’identità di Gesù.
Egli fa questo non in qualità di «portavoce» dei Dodici, bensì mosso da una forza interiore, da una rivelazione che gli poteva venire solo da Dio, come Gesù sa riconoscere: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli». Ed è proprio in quanto destinatario di questo dono di grazia che Simone riceve da Gesù un nome nuovo, Kefa, Pietro, accompagnato da una precisa missione: «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa», immagine che rinvia alla pietra di fondazione del tempio, «e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa» (cf. Is 28,14-18). Pietro è proclamato da Gesù fondamento della sua comunità, la chiesa, e roccia capace di confermare i fratelli nella fede
(cf. Lc 22,32): è solo per questa volontà del Signore, non in forza delle sue doti personali, che egli appare come «primo» nella lista dei Dodici (Mt 10,2) e riceve dal Signore stesso l’autorità di governo (le chiavi del Regno: cf. Is 22,22) e quella disciplinare (il potere di legare e di sciogliere).
Pietro non sarà esente da errori e cadute: anzi, come vedremo nell’immediato prosieguo del nostro brano, da roccia solida diverrà pietra d’inciampo, e a causa del suo sentire mondano verrà apostrofato da Gesù addirittura come «satana»
(Mt 16,18). Questo però non deve scandalizzarci né indurci a sminuire l’autorità di Pietro. Al contrario, dovremmo meravigliarci della straordinaria condiscendenza con cui Gesù ha affidato a lui, povero e fragile uomo, il ministero decisivo per la comunione e l’unità della chiesa; e, nello stesso tempo, ricordare che nella comunità cristiana l’autorità può essere esercitata solo conformandosi al sentire di Cristo, l’unica vera Roccia su cui è fondata la chiesa (cf. 1Cor 3,11; 1Pt 2,4-8)!
AVVISI
Settimana sociale dei cattolici trevigiani, 39ª edizione.
Riportiamo l’intero programma per chi desidera pianificarsi per tempo.Il titolo scelto quest’anno è emblematico: “Poveri amici”.
Si comincia venerdì 4 settembre. Alle 19, la messa presieduta dal vescovo Michele nella chiesa di Sant’Andrea; alle 20.45, in ca’ dei Carraresi di Treviso, intervento del Vescovo Michele Tomasi, e altri sul tema “ “Povertà: radici e orizzonti in Giuseppe Toniolo”.
Venerdì 25 settembre, in Seminario vescovile (sala Longhin), la riflessione si fa teologica con “Dio sceglie i poveri”.
Giovedì 1° ottobre lo sguardo si allarga al mondo con “Chi paga il conto? Geopolitica e scenari internazionali”, al Pio X di Treviso.Si chiude giovedì 22 ottobre con “Farsi casa. Soluzioni al problema dell’abitare al cinema teatro Manzoni di Paese. Tutte le serate iniziano alle 20.45. Informazioni su www.actreviso.it.
Sono aperte fino al 30 settembre le iscrizioni al Biennio fidanzati promosso dall’Azione cattolica diocesana. Informazioni nel sito www.actreviso.it.
PER UNA PARTECIPAZIONE FRUTTUOSA ALLA SANTA MESSA:
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arrivare in anticipo così da prepararsi nella preghiera;
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osservare la puntualità e il silenzio che prepara la celebrazione;
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rendersi disponibili a qualche servizio e sostenere il canto;
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l’abito sia consono al luogo sacro e alla celebrazione.
ANGOLO DELLA CARITÀ
Facciamo sentire la nostra vicinanza a chi è nel bisogno offrendo loro un aiuto concreto. Puoi partecipare lasciando un’offerta nella cassetta all’ingresso, o. portando alimenti a lunga conservazione (olio, tonno, pelati, pasta, zucchero) o detersivi nella Cesta della Carità ai piedi dell’altare del Cristo Risorto. Attraverso l’Emporio Solidale “Beato Erico” assistiamo le famiglie in difficoltà . Puoi disporre un bonifico a destinatario: SOCIETA’ DI SAN VINCENZO DE PAOLI CONSIGLIO CENTRALE DI TREVISO – ODV causale: erogazioe liberale a favore dell’Emporio Solidale Beato Erico
IBAN: IT51Z0306912080100000003041 Grazie
SETTIMANA LITURGICA
| DOMENICA 23 AGOSTO verde
XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (anno A) Is 22,19-23; Sal 137; Rm 11,33-36; Mt 16,13-20 Signore, il tuo amore è per sempre |
| LUNEDÌ 24 AGOSTO rosso
S. Bartolomeo ap. (f) Ap 21,9b-14; Sal 144; Gv 1,45-51 I tuoi santi, Signore, dicono la gloria del tuo regno |
| MARTEDÌ 25 AGOSTO verde
Liturgia delle ore I settimana 2Ts 2,1-3a.13-17; Sal 95; Mt 23,23-26 Vieni, Signore, a giudicare la terra |
| MERCOLEDÌ 26 AGOSTO verde
Liturgia delle ore I settimana 2Ts 3,6-10.16-18; Sal 127; Mt 23,27-32 Beato chi teme il Signore |
| GIOVEDÌ 27 AGOSTO bianco
S. Monica (m) 1Cor 1,1-9; Sal 144; Mt 24,42-51 Benedirò il tuo nome per sempre, Signore |
| VENERDÌ 28 AGOSTO bianco
S. Agostino (m) 1Cor 1,17-25; Sal 32; Mt 25,1-13 Dell’amore del Signore è piena la terra |
| SABATO 29 AGOSTO rosso
Martirio di S. Giovanni Battista (m) Ger 1,17-19; Sal 70; Mc 6,17-29 La mia bocca, Signore, racconterà la tua salvezza |
| DOMENICA 30 AGOSTO verde
XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (anno A) Ger 20,7-9; Sal 62; Rm 12,1-2; Mt 16,21-27 Ha sete di te, Signore, l’anima mia |