FOGLIETTO PARROCCHIALE DAL 14 – 21 GIUGNO 2026

Pubblicato giorno 12 giugno 2026 - Foglio Parrocchiale

 

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GIUGNO 14 – 21

CONTENUTO

 

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 9,36-10,8)

In quel tempo, Gesù, 36vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. 37Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! 38Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».

1Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.

2I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello; 3Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; 4Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì.

5Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; 6rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. 7Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. 8Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

 

 

Lo sguardo di Gesù -Dal blog di Enzo Bianchi

 

Gesù percorre le città e i villaggi della Galilea insegnando nelle sinagoghe, annunciando la buona notizia del Regno e prendendosi cura dei malati che incontra (cf. Mt 9,35).

Il suo sguardo pieno d’amore si posa sulle persone che lo seguono, lo ascoltano e gli chiedono di essere guarite dalle loro infermità: «vedendo le folle prova compassione», assume cioè il sentire profondo di Dio (cf. Es 34,6), le sue viscere di misericordia per le situazioni di debolezza e di miseria in cui gli uomini vengono a trovarsi. Qui, in particolare, il motivo della commozione di Gesù consiste nel vedere le folle «stanche e sfinite, come pecore senza pastore».

Se Mosè, mosso a compassione, aveva chiesto a Dio di mettere a capo dei figli di Israele dopo di lui «un uomo che li precedesse, in modo che la comunità del Signore non fosse un gregge senza pastore» (cf. Nm 27,16-17), qui Gesù trasforma il proprio fremito interiore innanzitutto in una constatazione: «La messe è molta ma gli operai sono pochi». Egli paragona la folla a un campo di grano pronto per la mietitura, immagine del giorno del giudizio, quando Dio raccoglierà i suoi nel granaio (cf. Mt 3,12): è un campo sterminato, perché assai estesa è la dispersione dei figli di Dio, che Gesù è venuto per radunare in unità.

Poi, senza cedere alla tentazione dello scoraggiamento, egli ordina ai suoi discepoli: «Pregate il Signore della messe perché invii operai nella sua messe». La messe appartiene a Dio e a lui solo spetta l’iniziativa della mietitura, ma i discepoli devono pregare perché Dio mandi operai per realizzare la sua volontà. E la successiva missione dei Dodici – tanti quante le tribù di Israele – appare implicitamente come il risultato di tale preghiera. Conosciamo bene l’evento dell’invio degli apostoli da parte di Gesù «alle pecore perdute della casa d’Israele», primizia dell’invio post-pasquale a tutte le genti (cf. Mt 28,19-20): la loro missione consiste nell’annunciare che in Gesù il Regno si è fatto vicinissimo e nell’usare del potere loro conferito per sottrarre terreno a Satana. In una parola, nel vivere come il loro Signore e Maestro, e nel farlo con estrema gratuità: «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

Ma questa pagina evangelica ci invita a sostare soprattutto sul fatto che al momento dell’invio in missione il primo comando è la preghiera. Ma perché supplicare Dio per ciò che riguarda lui? Perché chiedere una cosa per lui? Qui si cela il grande mistero della preghiera. È certo che Dio, come Gesù, vede le pecore senza pastore, vede i bisogni dell’umanità e della chiesa: ma egli vuole che noi preghiamo, perché noi ne abbiamo bisogno. Gesù stesso ha chiesto ai discepoli di domandare l’essenziale, cioè il Regno di Dio, promettendo che tutte le altre cose sarebbero state date loro in aggiunta (cf. Mt 6,33); ebbene è proprio nel mistero della venuta del Regno che si colloca anche la preghiera per l’invio degli operai nella messe di Dio! Non a caso nel «Padre nostro» le prime domande che il discepolo fa sono quelle che riguardano la santificazione del Nome, la venuta del Regno e il compimento della volontà di Dio (cf. Mt 6,9-10). Pregare perché il Signore chiami e invii è dunque una specificazione di queste richieste: affinché sia santificato il Nome e il Regno venga occorre che si compia la volontà di vita e di amore di Dio per tutti i suoi figli dispersi e senza pastore…

Davvero non c’è missione autentica che non sia preceduta dalla preghiera, dal desiderio orante della chiesa che il Signore faccia ascoltare la sua voce e nella sua piena libertà chiami uomini e donne. Pregare per le vocazioni significa dunque confessare che non è il singolo a scegliere, non è la chiesa a chiamare in base alle proprie necessità, né tanto meno sono calcoli mondani a suscitare vocazioni.

No, ogni vocazione cristiana è vocazione dall’alto, dal Padre, attraverso il Figlio, nella potenza dello Spirito santo: la chiamata di Dio è più grande del discernimento di un bisogno e dell’assolvimento di un servizio, è un dono che dev’essere implorato con perseveranza, nella certezza che Dio solo conosce chi e che cosa è necessario per la sua messe!

 

AVVISI

 

DOMENICA 14 GIUGNO
ore 17.30
presso AUDITORIUM del collegio PIO X
Incontro aperto alla cittadinanza, nel quale Marco Goldin guiderà il pubblico nella lectio magistralis “Van Gogh e il disegno”. Ad accompagnare il racconto sarà il pianoforte del maestro Remo Anzovino.
(Ingresso libero, fino a esaurimento dei posti disponibili)

GIOVEDI’ 18 GIUGNO ore 15.30 nella sala Congressi della BANCA CENTRO MARCA in Via Terraglio 12

Il COMITATO PENSIONATI un incontro su “Anziani sì… vecchi mai!”. Tema “Dalla prevenzione ai servizi: come costruire insieme una migliore qualità di vita”.
Ingresso libero, con prenotazione al 339 8318484.

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Nel nostro sito riportiamo dalla Vita del Popolo i seguenti articoli:

= “UMANIZZIAMO IL NOSTRO TEMPOcommenti sull’Enciclica di Papa Leone XIV del VESCOVO MICHELE

= MINORI – INTRAPPOLATI DAL LAVORO – Una riflessione nella Giornata Internazionale contro il lavoro minorile del 12 giugno.

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ANGOLO DELLA CARITA’

Ricordiamoci sempre di chi è nel bisogno e diamo loro la possibilità di avere il necessario. All’ingresso della chiesa la cassetta per i poveri raccoglie offerte in denaro .
Attraverso l’Emporio Solidale “Beato Erico”, la nostra comunità aiuta le famiglie che vivono momenti di difficoltà con la Raccolta di Alimenti
(a lunga conservazione):
Tonno, olio, pelati, pasta, zucchero e detersivi,che si possono depositare nella Cesta della Carità presso l’altare del Cristo Risorto

GRAZIE

SETTIMANA LITURGICA

DOMENICA 14 GIUGNO verde
XI Domenica del Tempo Ordinario (anno A)
Liturgia delle ore III settimana

Es 19,2-6a; Sal 99; Rm 5,6-11; Mt 9,36 – 10,8 Noi siamo suo popolo, gregge che egli guidaLUNEDÌ 15 GIUGNO verde
Liturgia delle ore III settimana

1Re 21,1b-16; Sal 5; Mt 5,38-42 Sii attento, Signore, al mio lamentoMARTEDÌ 16 GIUGNO verde
Liturgia delle ore III settimana

1Re 21,17-29; Sal 50; Mt 5,43-48 Pietà di noi, Signore: abbiamo peccatoMERCOLEDÌ 17 GIUGNO verde
Liturgia delle ore III settimana

2Re 2,1.6-14; Sal 30; Mt 6,1-6.16-18

Rendete saldo il vostro cuore, voi tutti che sperate nel SignoreGIOVEDÌ 18 GIUGNO verde
Liturgia delle ore III settimana

Sir 48,1-14; Sal 96; Mt 6,7-15 Gioite, giusti, nel SignoreVENERDÌ 19 GIUGNO verde
Liturgia delle ore III settimana

2Re 11,1-4.9-18.20; Sal 131; Mt 6,19-23 Il Signore ha scelto Sion, l’ha voluta per sua residenzaSABATO 20 GIUGNO verde
Liturgia delle ore III settimana

2Cron 24,17-25; Sal 88; Mt 6,24-34 La bontà del Signore dura in eternoDOMENICA 21 GIUGNO verde
XII Domenica del Tempo Ordinario (anno A)

Liturgia delle ore IV settimana

Ger 20,10-13; Sal 68; Rm 5,12-15; Mt 10,26-33 Nella tua grande bontà rispondimi, o Dio