FOGLIETTO PARROCCHIALE DAL 19 -26 APRILE 2026

Pubblicato giorno 17 aprile 2026 - Foglio Parrocchiale, In home page, in primo piano

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APRILE 19 – 25

CONTENUTO

(Lc 24,13-35) Dal Vangelo secondo Luca

13Ed ecco, in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, 14e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. 15Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. 16Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. 17Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; 18uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». 19Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; 20come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. 21Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. 22Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba 23e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. 24Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». 25Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! 26Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». 27E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. 28Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. 29Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. 30Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. 31Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. 32Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». 33Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, 34i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». 35Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

 

Che cosa sono questi discorsi che fate camminando, pensosi?”
COMMENTO DI ENZO BIANCH

Quando Gesù fu catturato, i discepoli fuggirono tutti per la paura, lo scoramento, e qualcuno tra di loro fu anche tentato di andarsene, di abbandonare la comunità. Ecco, infatti, che due di loro partono da Gerusalemme, lasciano gli altri e vanno verso il villaggio di Emmaus, dove quasi sicuramente vi era la loro casa. Sono due uomini delusi, pieni di tristezza – sentimento che traspare anche sui loro volti –, ma conversano, dialogano, scambiano parole, riandando agli eventi di cui erano stati testimoni: cattura, condanna e crocifissione di Gesù. Tutto sembra loro un fallimento e grande è la frustrazione delle loro speranze riposte in Gesù: l’avevano seguito credendo in lui, ascoltandolo, ma la sua morte è stata veramente la fine per lui, per la sua comunità, per l’attesa di ogni discepolo. Era un profeta, aveva una parola performativa, compiva azioni significative, ma i capi dei sacerdoti lo hanno consegnato ai romani ed egli è stato crocifisso. Sono passati ormai tre giorni, dunque Gesù è morto per sempre, e la loro vita sembra non avere più senso, direzione, fondamento.
È la condizione in cui spesso veniamo a trovarci anche noi, e per questo l’anonimato di uno dei due discepoli ci aiuta a collocarci all’interno del racconto…
Ma su quel cammino ecco apparire un altro viandante che si accosta ai due e pone loro delle domande. Non si avvicina con un messaggio da proclamare, ma con il desiderio di ascoltare quel dialogo, di comprendere cosa i due hanno nel cuore, di accompagnarli. Innanzitutto chiede loro: “Che cosa sono questi discorsi che fate camminando, pensosi?”. In risposta, Gesù – di cui per il momento solo il lettore conosce l’identità – ascolta un racconto pieno di affetto per il loro rabbi: ascolta quello che è successo, ascolta ciò che dicono su di lui, ascolta le loro speranze deluse, e solo alla fine li interroga con molta delicatezza sulla loro fede, sul loro affidamento alle Scritture. Perché non sono capaci di credere ai profeti? Perché non sono capaci di leggere le Scritture?
Allora Gesù, come tante volte aveva fatto con i suoi discepoli, rilegge la Torah di Mosè e i profeti, e attraverso le Scritture fa comprendere ai due la 
necessitas della sua morte. Attenzione, non il destino ma la necessitas illumina la morte di Gesù: in un mondo ingiusto, il giusto viene rifiutato, osteggiato e anche tolto di mezzo, perché “è insopportabile al solo vederlo” (Sap 2,14); e se il giusto, il Servo del Signore, resta fedele a Dio e alla sua volontà, rifiutando le tentazioni del potere, della ricchezza e del successo, allora è condotto alla morte rigettato da tutti. Quegli eventi che a una lettura umana significano solo fallimento e vuoto, possono anche essere compresi diversamente, se Dio lo concede, con i suoi doni. Ma proprio perché quei discepoli non credono alle Scritture, neppure possono riconoscere Gesù nel viandante che cammina con loro.
Giunti a casa, il misterioso viandante sembra voler proseguire da solo, ma i due, che stando accanto a Gesù hanno imparato da lui almeno l’attenzione per gli altri, si mostrano ospitali. Per questo insistono: “Resta con noi, perché si fa sera e il giorno ormai è al tramonto”. E così il viandante rimane con loro, entra nella loro casa. E quando sono a tavola, dopo le parole, egli compie dei gesti sul pane, soprattutto lo spezza per darlo loro. A questo gesto, il più eloquente compiuto da Gesù nell’ultima cena (cf. Lc 22,19), segno di un’intera vita offerta e donata per amore, “si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero”: ma subito il viandante, il forestiero, il pellegrino scompare dalla loro vista. Presenza elusiva ma sufficiente per i due discepoli, i quali riconoscono che alla sua parola il cuore ardeva nel loro petto e che con la sua vita eterna egli poteva farsi presente e spezzare il pane.
In questo mirabile racconto si parla di camminare insieme, di ricordare e pensare, di rispondere a chi chiede conto e quindi di celebrare la presenza vivente di Gesù, il Risorto per sempre. Ma ciò può avvenire in pienezza solo nella comunità cristiana, nella chiesa: per questo i due “fanno ritorno a Gerusalemme, dove trovano riuniti gli Undici e gli altri”, che li precedono e annunciano loro la resurrezione. E questo è ciò che avviene anche a noi ogni domenica, che avviene anche oggi, nella comunità radunata dal Signore: la Parola contenuta nelle Scritture, l’Eucaristia e la comunità sono i segni privilegiati della presenza del Risorto, il quale non si stanca di donarsi a noi, “stolti e lenti di cuore”, ma da lui amati, perdonati, riuniti nella sua comunione.
 

 

AVVISI

DOMENICA 26 APRILE 63° GIORNATA DELLE VOCAZIONI

LUNEDI’ 27 APRILE
SAN LIBERALE PATRONO DELLA CITTA’ E DELLA DIOCESI

Ore 15.30 visita alla chiesa di San Francesco, accompagnati da un frate minore conventuale, sarà possibile visitare anche il Battistero di San Giovanni Battista con la guida dell’associazione “Chiese aperte”.
Ore 16.30 nell’oratorio della Cattedrale un incontro su “Pelagianesimo e gnosticismo”. Prenotazioni entro il 23 aprile a catechistico.segreteria@diocesitreviso.it.
Ore 18.30 messa in cattedrale presieduta dal Vescovo Michele.

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SUL NOSTRO SITO (sito httpp://www.sannicolotreviso.it ) RIPORTIAMO DUE ARTICOLI DALLA VITA DEL POPOLO

EDITORIALE di Lucio Bonomo : “No al delirio di onnipotenza”

PREGHIERA PER LA PACE
I fedeli di tutto il mondo si sono ritrovati insieme, in comunione con papa Leone XIV , a pregare per la pace

 

 

                                                                ANGOLO DELLA CARITA’
Ricordiamoci sempre di chi è nel bisogno e doniamo loro la possibilità di avere il necessario. Rimane la cassetta per i poveri per le offerte in denaro .
Attraverso l’Emporio Solidale “Beato Erico”, la nostra comunità si fa vicina alle famiglie che vivono momenti di difficoltà attraverso:
RACCOLTA ALIMENTI (a lunga conservazione): Tonno, olio, pelati, pasta, zucchero e detersivi, si possono depositare nella Cesta della Carità presso l’altare del Cristo Risorto oppure con versamenti diretti indicando destinatario: SOCIETA’ DI SAN VINCENZO DE PAOLI CONSIGLIO CENTRALE DI TREVISO – ODV causale : erogazioe liberale a favore dell’Emporio Solidale Beato Erico IBAN: IT51Z0306912080100000003041

                                                                                  GRAZIE

SETTIMANA LITURGICA

DOMENICA 19 APRILE bianco

III DOMENICA DI PASQUA A
Liturgia delle ore III settimana

At 2,14a.22-33; Sal 15; 1Pt 1,17-21; Lc 24,13-35 Mostraci, Signore, il sentiero della vita

LUNEDÌ 20 APRILE bianco

III Settimana di Pasqua
Liturgia delle ore III settimana

At 6,8-15; Sal 118; Gv 6,22-29 Beato chi cammina nella legge del Signore

MARTEDÌ 21 APRILE bianco
Liturgia delle ore III settimana
At 7,51-8,1a; Sal 30; Gv 6,30-35 Alle tue mani, Signore, affido il mio spirito
MERCOLEDÌ 22 APRILE bianco

Liturgia delle ore III settimana

At 8,1b-8; Sal 65; Gv 6,35-40 Acclamate Dio, voi tutti della terra

GIOVEDÌ 23 APRILE bianco

Liturgia delle ore III settimana

At 8,26-40; Sal 65; Gv 6,44-51 Acclamate Dio, voi tutti della terra

VENERDÌ 24 APRILE bianco

Liturgia delle ore III settimana

At 9,1-20; Sal 116; Gv 6,52-59 Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo

SABATO 25 APRILE rosso

S. Marco, evangelista (f)
Liturgia delle ore propria

1Pt 5,5b-14; Sal 88; Mc 16,15-20 Canterò in eterno l’amore del Signore

DOMENICA 26 APRILE bianco

IV DOMENICA DI PASQUA A
Liturgia delle ore IV settimana

At 2,14a.36-41; Sal 22; 1Pt 2,20b-25; Gv 10,1-10

Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla