VEGLIA PASQUALE L’invito del Vescovo a farci testimoni narrando anche oggi le grandi opere di Dio .

Pubblicato giorno 10 aprile 2026 - Foglio Parrocchiale, In home page, in primo piano

 

 L’ANNUNCIO CHE CAMBIA LA STORIA

 

“Il Signore

è veramente risorto”:

lo ripetiamo

nel cuore di un mondo sempre più toccato dal male” ha ricordato mons. Tomasi

“Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto”. Ecco il messaggio rivolto alle donne al Sepolcro, rivolto a noi qui in questa notte santa, che l’angelo fa risuonare contro ogni evidenza di paura, di morte, di sconfitta. Il Signore è veramente risorto! Alleluja!”: così il vescovo Michele, durante l’omelia della solenne veglia pasquale in cattedrale, si è rivolto ai fedeli, e in modo tutto particolare agli undici giovani e adulti che hanno ricevuto i sacramenti dell’iniziazione cristiana. Persone che arrivano da percorsi diversi, accomunate, però, dal desiderio di diventare cristiani, testimoni nel mondo di quella luce e di quella vita nuova che nascono dall’incontro con Cristo risorto.

Noi annunciamo un avvenimento nella storia che ha sovvertito la storia: l’uomo crocifisso che era stato deposto, morto, nel sepolcro, non è qui, è risorto. Noi ripetiamo questo annuncio oggi, nel cuore di un mondo sempre più toccato dal male, dall’odio e dalla violenza. In un mondo in cui sembra che sia diventato quasi sconveniente parlare di pace, di dono di sé, di mitezza, di riconciliazione e di perdono, di vita” ha sottolineato mons. Tomasi.

“Il Signore è veramente risorto. Noi annunciamo ciò che crediamo: il crocifisso è risorto: Cristo è vivo. Cristo è la nostra vita. Sulla fede nell’annuncio di questo fatto, noi giochiamo tutta la nostra esistenza. Cristo ha vinto la morte e dona la sua forza di vivente – il suo Spirito – alla Chiesa perché sia il popolo dei testimoni della sua vittoria sulla morte”, ha aggiunto il Vescovo. E, rivolgendosi ai “nuovi cristiani”, ha aggiunto: “ Voi scegliete oggi la vita, la risurrezione e la pace. Proclamate la fede che avete ricevuto nella comunità dei discepoli di Cristo. Testimoniate la forza del suo amore immortale. E tutti noi, cari fratelli e sorelle, ricordiamoci, assieme a questi catecumeni, che anche noi siamo viventi con Cristo”.

Un messaggio di speranza, che chiama all’impegno personale di testimonianza, anche quello del giorno di Pasqua. “Oggi, di fronte alle preoccupazioni per un futuro che si presenta sempre più incerto – ha sottolineato il Vescovo, nella celebrazione eucaristica, riflettendo sull’attualità – di un presente cupo, tra la ricomparsa della guerra come strumento legittimato di soluzione dei problemi internazionali, di crescente violenza nelle relazioni tra persone a tutti i livelli, di chiusura di orizzonti di dialogo e di pace in cui avevamo sinceramente sperato, sembra che non ci sia possibilità di credere davvero nella vita, nella riconciliazione, nel bene”. Ma “la storia di Gesù è storia di liberazione, forza di pienezza di vita. Voi sapete quanto ha fatto e detto Gesù, ha detto Pietro”, ricordando che alcuni di loro erano presenti nei momenti della predicazione, della passione, della morte e della risurrezione di Cristo. “Questo racconto è stato tramandato in una catena ininterrotta fino a noi, fratelli e sorelle. Noi crediamo a quel racconto, a quella testimonianza – ha aggiunto mons. Tomasi -. Tutta la Chiesa è custode e garante della trasmissione di quel racconto, di quella testimonianza. Tutta la Chiesa annuncia quella fede, e vive di questo annuncio”.

Il fatto della risurrezione ha cambiato la vita dei suoi testimoni, ha cambiato la vita di innumerevoli successori che si sono fidati di quella Parola, e che accogliendo come buona quella testimonianza hanno ricevuto il dono dello Spirito Santo: i martiri, i santi, i nostri padri e madri nella fede”.

“E ora, carissimi, ora tocca a noi – l’appello del Vescovo -. Oggi abbiamo ricevuto ancora una volta l’annuncio gioioso della risurrezione di Cristo: il Signore è veramente risorto. Oggi ci vengono narrate ancora una volta le grandi opere di Dio nella nostra vita e nella storia”. “Oggi ci viene concesso, in questa come in ogni Eucaristia, di mangiare e bere con lui, risorto. Anche oggi questo ascolto nella fede ci chiede di cambiare. Di credere nella possibilità della pace. Di credere nell’impegno possibile per il bene, a partire da noi. Di credere nella possibilità di realizzare insieme un mondo più giusto, più equo, dove nessuno sia escluso, dove tutti si prendono cura gli uni degli altri”. “Potremo fare delle nostre case e delle nostre comunità cristiane delle “case della pace” come ci chiede di fare papa Leone”.