FOGLIETTO PARROCCHIALE DAL 29 MARZO AL 5 APRILE 2026

Pubblicato giorno 28 marzo 2026 - Foglio Parrocchiale, In home page, in primo piano

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MARZO 29 APRILE 5 BONO

contenuto

Vangelo (Mt 26,14-27,66)

Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Matteo

– Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?
In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnare Gesù.

– Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?
Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.

– Uno di voi mi tradirà
Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l’hai detto».

– Questo è il mio corpo; questo è il mio sangue
Ora, mentre mangiavano, Gesù prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e, mentre lo dava ai discepoli, disse: «Prendete, mangiate: questo è il mio corpo». Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati. Io vi dico che d’ora in poi non berrò di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi, nel regno del Padre mio». Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.

– Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge
Allora Gesù disse loro: «Questa notte per tutti voi sarò motivo di scandalo. Sta scritto infatti: “Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge”. Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea».

Pietro gli disse: «Se tutti si scandalizzeranno di te, io non mi scandalizzerò mai». Gli disse Gesù: «In verità io ti dico: questa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». Pietro gli rispose: «Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò». Lo stesso dissero tutti i discepoli.

– Cominciò a provare tristezza e angoscia
Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: «Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare». E, presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a provare tristezza e angoscia. E disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me». Andò un poco più avanti, cadde faccia a terra e pregava, dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi via da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!».

Poi venne dai discepoli e li trovò addormentati. E disse a Pietro: «Così, non siete stati capaci di vegliare con me una sola ora? Vegliate e pregate, per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». Si allontanò una seconda volta e pregò dicendo: «Padre mio, se questo calice non può passare via senza che io lo beva, si compia la tua volontà». Poi venne e li trovò di nuovo addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti. Li lasciò, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole. Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: «Dormite pure e riposatevi! Ecco, l’ora è vicina e il Figlio dell’uomo viene consegnato in mano ai peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino».

– Misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono
Mentre ancora egli parlava, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una grande folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti e dagli anziani del popolo. Il traditore aveva dato loro un segno, dicendo: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!». Subito si avvicinò a Gesù e disse: «Salve, Rabbì!». E lo baciò. E Gesù gli disse: «Amico, per questo sei qui!». Allora si fecero avanti, misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono. Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù impugnò la spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote, staccandogli un orecchio. Allora Gesù gli disse: «Rimetti la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, di spada moriranno. O credi che io non possa pregare il Padre mio, che metterebbe subito a mia disposizione più di dodici legioni di angeli? Ma allora come si compirebbero le Scritture, secondo le quali così deve avvenire?». In quello stesso momento Gesù disse alla folla: «Come se fossi un ladro siete venuti a prendermi con spade e bastoni. Ogni giorno sedevo nel tempio a insegnare, e non mi avete arrestato. Ma tutto questo è avvenuto perché si compissero le Scritture dei profeti». Allora tutti i discepoli lo abbandonarono e fuggirono.

– Vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza
Quelli che avevano arrestato Gesù lo condussero dal sommo sacerdote Caifa, presso il quale si erano riuniti gli scribi e gli anziani. Pietro intanto lo aveva seguito, da lontano, fino al palazzo del sommo sacerdote; entrò e stava seduto fra i servi, per vedere come sarebbe andata a finire.

I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una falsa testimonianza contro Gesù, per metterlo a morte; ma non la trovarono, sebbene si fossero presentati molti falsi testimoni. Finalmente se ne presentarono due, che affermarono: «Costui ha dichiarato: “Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni”». Il sommo sacerdote si alzò e gli disse: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». Ma Gesù taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: «Ti scongiuro, per il Dio vivente, di dirci se sei tu il Cristo, il Figlio di Dio». «Tu l’hai detto – gli rispose Gesù –; anzi io vi dico: d’ora innanzi vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza e venire sulle nubi del cielo».

Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo: «Ha bestemmiato! Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia; che ve ne pare?». E quelli risposero: «È reo di morte!». Allora gli sputarono in faccia e lo percossero; altri lo schiaffeggiarono, dicendo: «Fa’ il profeta per noi, Cristo! Chi è che ti ha colpito?».

– Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte
Pietro intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una giovane serva gli si avvicinò e disse: «Anche tu eri con Gesù, il Galileo!». Ma egli negò davanti a tutti dicendo: «Non capisco che cosa dici». Mentre usciva verso l’atrio, lo vide un’altra serva e disse ai presenti: «Costui era con Gesù, il Nazareno». Ma egli negò di nuovo, giurando: «Non conosco quell’uomo!». Dopo un poco, i presenti si avvicinarono e dissero a Pietro: «È vero, anche tu sei uno di loro: infatti il tuo accento ti tradisce!». Allora egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quell’uomo!». E subito un gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola di Gesù, che aveva detto: «Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». E, uscito fuori, pianse amaramente.

– Consegnarono Gesù al governatore Pilato
Venuto il mattino, tutti i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro Gesù per farlo morire. Poi lo misero in catene, lo condussero via e lo consegnarono al governatore Pilato.
Allora Giuda – colui che lo tradì –, vedendo che Gesù era stato condannato, preso dal rimorso, riportò le trenta monete d’argento ai capi dei sacerdoti e agli anziani, dicendo: «Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente». Ma quelli dissero: «A noi che importa? Pensaci tu!». Egli allora, gettate le monete d’argento nel tempio, si allontanò e andò a impiccarsi. I capi dei sacerdoti, raccolte le monete, dissero: «Non è lecito metterle nel tesoro, perché sono prezzo di sangue». Tenuto consiglio, comprarono con esse il “Campo del vasaio” per la sepoltura degli stranieri. Perciò quel campo fu chiamato “Campo di sangue” fino al giorno d’oggi. Allora si compì quanto era stato detto per mezzo del profeta Geremia: «E presero trenta monete d’argento, il prezzo di colui che a tal prezzo fu valutato dai figli d’Israele, e le diedero per il campo del vasaio, come mi aveva ordinato il Signore».

– Sei tu il re dei Giudei?
Gesù intanto comparve davanti al governatore, e il governatore lo interrogò dicendo: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Tu lo dici». E mentre i capi dei sacerdoti e gli anziani lo accusavano, non rispose nulla.

Allora Pilato gli disse: «Non senti quante testimonianze portano contro di te?». Ma non gli rispose neanche una parola, tanto che il governatore rimase assai stupito. A ogni festa, il governatore era solito rimettere in libertà per la folla un carcerato, a loro scelta. In quel momento avevano un carcerato famoso, di nome Barabba. Perciò, alla gente che si era radunata, Pilato disse: «Chi volete che io rimetta in libertà per voi: Barabba o Gesù, chiamato Cristo?». Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia.

Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: «Non avere a che fare con quel giusto, perché oggi, in sogno, sono stata molto turbata per causa sua». Ma i capi dei sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a chiedere Barabba e a far morire Gesù. Allora il governatore domandò loro: «Di questi due, chi volete che io rimetta in libertà per voi?». Quelli risposero: «Barabba!». Chiese loro Pilato: «Ma allora, che farò di Gesù, chiamato Cristo?». Tutti risposero: «Sia crocifisso!». Ed egli disse: «Ma che male ha fatto?». Essi allora gridavano più forte: «Sia crocifisso!».

Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava, prese dell’acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: «Non sono responsabile di questo sangue. Pensateci voi!». E tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli». Allora rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

– Salve, re dei Giudei!
Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la truppa. Lo spogliarono, gli fecero indossare un mantello scarlatto, intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra. Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo deridevano: «Salve, re dei Giudei!». Sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo deriso, lo spogliarono del mantello e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero via per crocifiggerlo.

– Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni
Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a portare la sua croce. Giunti al luogo detto Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», gli diedero da bere vino mescolato con fiele. Egli lo assaggiò, ma non ne volle bere. Dopo averlo crocifisso, si divisero le sue vesti, tirandole a sorte. Poi, seduti, gli facevano la guardia. Al di sopra del suo capo posero il motivo scritto della sua condanna: «Costui è Gesù, il re dei Giudei».

Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra.

– Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!
Quelli che passavano di lì lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Tu, che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso, se tu sei Figlio di Dio, e scendi dalla croce!». Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi e gli anziani, facendosi beffe di lui dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! È il re d’Israele; scenda ora dalla croce e crederemo in lui. Ha confidato in Dio; lo liberi lui, ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: “Sono Figlio di Dio”!». Anche i ladroni crocifissi con lui lo insultavano allo stesso modo.

– Elì, Elì, lemà sabactàni?
A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Costui chiama Elia». E subito uno di loro corse a prendere una spugna, la inzuppò di aceto, la fissò su una canna e gli dava da bere. Gli altri dicevano: «Lascia! Vediamo se viene Elia a salvarlo!». Ma Gesù di nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito.

(Qui si genuflette e si fa una breve pausa)

Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono. Uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti. Il centurione, e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, alla vista del terremoto e di quello che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio di Dio!».

Vi erano là anche molte donne, che osservavano da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo. Tra queste c’erano Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedèo.

– Giuseppe prese il corpo di Gesù e lo depose nel suo sepolcro nuovo
Venuta la sera, giunse un uomo ricco, di Arimatèa, chiamato Giuseppe; anche lui era diventato discepolo di Gesù. Questi si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato allora ordinò che gli fosse consegnato. Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito e lo depose nel suo sepolcro nuovo, che si era fatto scavare nella roccia; rotolata poi una grande pietra all’entrata del sepolcro, se ne andò. Lì, sedute di fronte alla tomba, c’erano Maria di Màgdala e l’altra Maria.

– Avete le guardie: andate e assicurate la sorveglianza come meglio credete
Il giorno seguente, quello dopo la Parascève, si riunirono presso Pilato i capi dei sacerdoti e i farisei, dicendo: «Signore, ci siamo ricordati che quell’impostore, mentre era vivo, disse: “Dopo tre giorni risorgerò”. Ordina dunque che la tomba venga vigilata fino al terzo giorno, perché non arrivino i suoi discepoli, lo rubino e poi dicano al popolo: “È risorto dai morti”. Così quest’ultima impostura sarebbe peggiore della prima!». Pilato disse loro: «Avete le guardie: andate e assicurate la sorveglianza come meglio credete». Essi andarono e, per rendere sicura la tomba, sigillarono la pietra e vi lasciarono le guardie.

Parola del Signore.

 

 

 

 

                                                                COMMENTO AL VANGELO DI padre EZIO LORENZO BONO

La Settimana Santa che iniziamo oggi può essere vista come un grande palcoscenico dove entrano in scena numerosi personaggi, diversissimi tra loro.Il sipario si apre con le grida «Osanna al Figlio di Davide!» di una folla in preda all’entusiasmo e all’incoscienza, instabile, che come una banderuola muta direzione al cambiare del vento. Ma subito, sul palcoscenico, uno dopo l’altro, entrano in scena tanti personaggi. I farisei, che osservano e giudicano. Poco dopo vediamo i commercianti del tempio, indaffarati nei loro affari, che non percepiscono neanche Chi si trovano davanti. Ecco i capi religiosi, che si vantano di conoscere le Scritture ma non sanno riconoscere Dio davanti a loro.
Entra poi in scena Giuda, che recita sciaguratamente la parte del traditore. E poi Pietro, che si illudeva di essere forte e cede alla paura davanti a una serva che lo accusa. Non recitano una parte migliore neppure gli altri discepoli, che nel momento della prova più grande o si addormentano o fuggono.
Vediamo poi i membri del sinedrio, che senza conoscere giudicano e condannano. Appare il codardo Pilato, che vede la verità ma non ha il coraggio di sceglierla e se ne lava le mani. Erode, fuori come un balcone, che cerca solo lo spettacolo. Entrano i soldati, che deridono e picchiano. Entra la folla, che cambia copione: da Osanna a Crocifiggilo. Fino all’ultimo, il condannato che impreca e ingiuria.
Per fortuna che, oltre a questi personaggetti, si alternano sulla scena persone di grande profilo, come Maria di Betania, che ama senza misura. Lazzaro e le sue sorelle, che accolgono con amicizia sincera. La moglie di Pilato, che non ascolta la folla ma la coscienza.
Entra 
Maria, la Madre, che resta sotto la croce, insieme alle donne, fedeli fino alla fine. C’è il giovane Giovanni, che non fugge come gli altri più vecchi di lui. C’è il buon ladrone, che si apre alla speranza. Entrano Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo, che trovano il coraggio di togliere Gesù dalla croce.
È davvero un grande 
palcoscenico, su cui passa tutta l’umanità: il bene e il male, la fedeltà e il tradimento, il coraggio e la paura. In mezzo a tutto questo balletto di personaggi e personaggetti che entrano ed escono di scena, c’è un elemento che non cambia mai: un unico punto fisso, che è Gesù.
Lui resta fedele fino alla fine. Non cambia davanti al tradimento di Giuda né al rinnegamento di Pietro. Non si lascia intimorire dai tribunali e non cambia davanti alla violenza, agli insulti, alla croce. Lui non interpreta un ruolo, ma è la Verità che rimane se stessa fino in fondo.
La recita su questo 
palcoscenico continua ancora oggi, perché anche noi, ogni giorno, entriamo in scena recitando una parte.
A volte, come la folla di Gerusalemme, siamo entusiasti ma superficiali. A volte anche noi, come Pietro, promettiamo, ma poi abbiamo paura e facciamo marcia indietro. A volte, come Pilato, capiamo la verità… ma non abbiamo il coraggio di seguirla. A volte restiamo, amiamo, resistiamo.
E in mezzo a tutto questo balletto del mondo, anche oggi, c’è un unico punto fisso, che è ancora e sempre lo stesso: Gesù. Non cambia atteggiamento secondo le nostre maschere, non segue i nostri copioni.
E allora, alla fine, la domanda diventa inevitabile: tu che 
parte stai recitando sul palcoscenico del mondo? Sei tra quelli che applaudono finché è facile, che scappano quando arriva la croce, che si lavano le mani per non compromettersi? Oppure sei tra quelli che restano, che amano, che hanno il coraggio?
Davanti a Gesù – l’unico che non recita – ognuno di noi, prima o poi, è chiamato a scegliere che 
ruolo interpretare. E tu, oggi, quale parte vuoi vivere?​

 

AVVISI

 

Per le funzioni liturgiche della SETTIMANA SANTA e DELLA SANTA PASQUA rimandiamo al foglietto specifico che riporta tutte le indicazioni.

 

L’ INVITO ALLA PREGHIERA DI QUESTA SETTIMANA
Dal Papa. Preghiamo per i sacerdoti che stanno affrontando momenti di crisi nella loro vocazione, perché trovino l’accompagnamento di cui hanno bisogno e perché le comunità li sostengano con comprensione e preghiera.
Dai Vescovi italiani. Ti preghiamo, Signore, affinché la Chiesa, seguendo il tuo esempio, non tema di essere nel mondo segno di contraddizione e via verso la Resurrezione.
Dal nostro Vescovo. Per ogni cristiano: viva in pienezza la sua vocazione come risposta fedele al Padre; in particolare, preghiamo per i catecumeni che riceveranno i sacramenti dell’Iniziazione cristiana nella veglia pasquale.

 

 

Dalla “Vita del Popolo” Riportiamo nel nostro sito (www.sanniocolotreviso.it) l’articolo: La meraviglia sfida le bombe,
di Marco Rodari, dell’associazione “Per far sorridere il cielo”, in arte “Claun il Pimpa”, che ha appena terminato uno spettacolo per i bambini di Izyum, in Ucraina, ed è stato anche a Gaza

                                                                    CESTE DELLA CARITA’

QUARESIMA: LA CARITÀ SI FA CONDIVISIONE.
La Quaresima ci richiama non solo alla preghiera e al digiuno,
ma anche alla vicinanza concreta verso chi è nel bisogno. Siamo invitati a un uso più giusto del denaro: non qualcosa di astratto, ma una scelta reale di solidarietà.
L’offerta è un segno di attenzione che non lascia solo chi soffre. Rimane sempre la cesta per la
RACCOLTA ALIMENTI (a lunga conservazione): tonno, olio, pelati, pasta, zucchero e detersivi.

                                                                                GRAZIE

SETTIMANA LITURGICA

DOMENICA 29 MARZO rosso

DOMENICA DELLE PALME (A)
Liturgia delle ore II settimana

Is 50,4-7; Sal 21; Fil 2,6-11; Mt 26,14 – 27,66 Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?

LUNEDÌ 30 MARZO viola

Settimana Santa
Liturgia delle ore II settimana

Is 42,1-7; Sal 26; Gv 12,1-11 Il Signore è mia luce e mia salvezza

MARTEDÌ 31 MARZO viola

Settimana Santa
Liturgia delle ore II settimana

Is 49,1-6; Sal 70; Gv 13,21-33.36-38 La mia bocca, Signore, racconterà la tua salvezza

MERCOLEDÌ 1° APRILE viola

Settimana Santa
Liturgia delle ore II settimana

Is 50,4-9a; Sal 68; Mt 26,14-25 O Dio, nella tua grande bontà, rispondimi

GIOVEDÌ 2 APRILE bianco

GIOVEDÌ SANTO – CENA DEL SIGNORE

Liturgia delle ore propria

Es 12,1-8.11-14; Sal 115; 1Cor 11,23-26; Gv 13,1-15 Il tuo calice, Signore, è dono di salvezza

VENERDÌ 3 APRILE rosso

VENERDÌ SANTO – PASSIONE DEL SIGNORE Liturgia delle ore propria

Is 52,13-53,12; Sal 30; Eb 4,14-16; 5,7-9; Gv 18,1-19,42 Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito

SABATO 4 APRILE bianco

SABATO SANTO – VEGLIA PASQUALE
Liturgia delle ore propria

Rm 6,3-11; Sal 117; A: Mt 28,1-10; B: Mc 16,1-7; C: Lc 24,1-12 Alleluia, alleluia, alleluia

DOMENICA 5 APRILE bianco

PASQUA – RISURREZIONE DEL SIGNORE
Liturgia delle ore propria

At 10,34a.37-43; Sal 117; Col 3,1-4 opp. 1Cor 5,6-8; Gv 20,1-9 (sera: Lc 24,13-35)

Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo