FOGLIO PARROCCHIALE SETTIMANALE DAL 30 – NOVEMBRE al 7 DICEMBRE 2025

Pubblicato giorno 30 novembre 2025 - Foglio Parrocchiale

 

per  vedere e/ o stampare il foglietto originale cliccare qui sotto

30 novembre 7 dicembre

contenuto

VANGELO

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 24,37-44)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «37Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. 38Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, 39e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. 40Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. 41Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.42Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. 43Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. 44Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

COMMENTO al vangelo a cura del Card. Angelo Comastri

Dentro il buio di questo mondo, esiste una sola luce: Gesù!. Oggi inizia l’Avvento. Ci ritroviamo ancora una volta in cammino verso Betlemme. Viene spontaneo chiedersi: “Ma non siamo già stati a Betlemme? È proprio necessario rifare questo cammino?”. Sì, è necessario, anzi è urgente, perché noi tutti siamo già stati a Betlemme, ma poi ci siamo allontanati e abbiamo dimenticato, purtroppo, la grande lezione che Gesù ci ha dato a Betlemme. E si vede chiaramente quanto siamo distanti.

Attenti bene: la violenza che dilaga dovunque, anche nel santuario dell’amore che è la famiglia; i divertimenti diventati stordimenti; l’indifferenza che rende duri e chiusi alla sofferenza degli altri; l’incapacità di tendere una mano anche solo per asciugare una lacrima, sono il segno che abbiamo voltato le spalle a Betlemme. Abbiamo tutti bisogno di fare un nuovo passo verso Gesù. Non aspettiamo che siano gli altri a cambiare, facciamo sempre noi il primo passo.

Come primo segnale ci viene dal profeta Isaia che con lo sguardo penetrante dell’uomo di Dio vede il monte del Signore più alto di tutti i monti, cioè vede avvicinarsi un’epoca in cui gli uomini si apriranno veramente a Dio e come frutto immediato ci sarà la pace. Dice infatti il profeta Isaia (che non era un sognatore, eh, il profeta non è un sognatore, il profeta vede quello che accadrà) e dice: “Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci; un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo”.

È un sogno? È una pia illusione? A noi, umanamente parlando, sembra che la storia vada in direzione tutta contraria al sogno di Isaia, soprattutto in questo momento. Ma la fede ci assicura che, nonostante i sussulti della cattiveria, nonostante i rigurgiti del male, la storia cammina verso un nuovo cielo e una nuova terra. E la ragione è questa: dentro la nostra storia è entrato Dio. Ecco il senso del Natale. E Dio spinge l’umanità verso l’orizzonte di una liberazione dal male.

Questa certezza è parte inscindibile della nostra fede. All’inizio dell’Avvento dobbiamo recuperare questa incrollabile speranza per ritrovare l’ottimismo che fa parte irrinunciabile del bagaglio di ogni vero cristiano.

Ma nell’attesa, che cosa dobbiamo fare? Gesù ci risponde: “Vegliate, siate pronti, perché nell’ora che non immaginate il Figlio dell’uomo verrà”. Gesù ci invita a stare in questo mondo con l’atteggiamento del pellegrino che guarda sempre nella direzione della meta.

Non dimenticherò mai la risposta di Madre Teresa mentre, ai piedi della gradinata della chiesa di Sangoria al Celio, aspettava un collaboratore che doveva accompagnarla a San Pietro. Un tale sconosciuto, che non era quello che aspettava, passò prima e, riconoscendo Madre Teresa, si accostò e disse delicatamente: “Madre, che aspetta?”. Madre Teresa, senza esitazione, rispose: “Aspetto il paradiso, figlio mio”. Vedo ancora lo stupore sul volto di quell’uomo sconosciuto. Penso che non l’aveva mai più dimenticato, questa risposta, come anche io non riesco a dimenticarla. È la risposta che dovremmo avere tutti, sempre pronta nel cuore e sulle labbra.

San Paolo aggiunge: “Non in mezzo a gozzoviglie a ubriachezze, non fra impurità e licenze, troverete la felicità”. Come sono attuali queste parole!. I primi cristiani avevano attorno a sé lo spettacolo di un mondo corrotto come quello di oggi, di un mondo dove la sessualità era impazzita nel capriccio e nelle orge più depravate, come oggi. Infatti, quando il Cristianesimo è entrato nel mondo, dominava l’uso del corpo senza vero amore, senza un progetto di vita, senza la luce della fedeltà. Ebbene, San Paolo dice a noi ciò che diceva ai cristiani del suo tempo: l’orgia, la volgarità non è la nostra strada. Noi cristiani dobbiamo essere un popolo nuovo, una società diversa, un lievito di autentico rinnovamento del mondo. Dobbiamo riportare nel mondo il vero amore e la vera libertà seguendo, senza paura e senza incertezza, la via del Vangelo, la via di Gesù. Diciamo spesso: “Risplenda su di noi la luce del tuo volto, o Signore”.

E San Paolo conclude: “Non dovete vivere in contese e gelosie”. L’immoralità porta la violenza, perché l’immoralità getta le persone nel fango. E quando si è nel fango, inesorabilmente si perde ogni dignità ed è aperta la strada ad ogni violenza, come sta accadendo.

Dentro il buio di questo mondo, noi sappiamo che esiste una sola luce: Gesù. Andiamogli incontro con umiltà, con la semplicità dei pastori. Rivivendo il Natale come occasione per ritrovare il passo del pellegrino che non si carica di pesi inutili, perché il suo cuore è totalmente teso verso la meta che è più vicina di quanto noi possiamo immaginare. Non sciupiamo il tempo che la misericordia di Dio ancora ci dona. Prepariamo il cuore a vivere un vero Natale, un nuovo Natale, che potrebbe essere anche l’ultimo Natale, non lo sappiamo. Non perdiamo le occasioni che Dio ci dà.

Buon viaggio dell’Avvento. Lodato Gesù Cristo.

AVVISI 

 

Apri le tua porta e spalanca il tuo cuore a Cristo!

La Nostra Comunità Parrocchiale è formata da noi residenti in questo Quartiere e da quanti vi partecipano volontariamente.
Alcune persone vivono situazioni di difficoltà fisiche, materiali o di sofferenza. Per offrire loro sostegno spirituale e umano alcuni di noi, Ministri dell’Eucarestia in accordo con Don Tiziano, si rendono disponibili a visitare e accompagnare chi, a causa di malattia o impedimenti, non può partecipare alla vita comunitaria, così da farli sentire accolti e no soli.
E’ importante e necessario che facciate sapere quali sono queste eventuali persone e dove vivono.

                                                       GRAZIE

7 DICEMBRE FESTA DI SAN NICOLA
Fe
steggiamenti in onore di San Nicola con un ricco programma che comprende:
ore 10.15 con “il naso all’insù”, dal campanile scendono gli angeli.
ore 10.30 Messa Solenne animata dal Coro Parrocchiale e Cornamuse Venete.
ore 11.30 La Festa continua nei chiostri del Seminario Vescovile, con doni, musica, trippa veneta, pasta e fagioli .

8 DICEMBRE – FESTA DELL’IMMACOLATA

Gli orari delle S. Messe avranno l’orario festivo : mattino 10.30 – serale 18.30

 

 

SETTIMANA LITURGICA

DOMENICA 30 NOVEMBRE viola

I DOMENICA AVVENTO A
Liturgia delle ore I settimana

Is 2,1-5; Sal 121; Rm 13,11-14a; Mt 24,37-44 Andiamo con gioia incontro al Signore

LUNEDÌ 1° DICEMBRE viola

Liturgia delle ore I settimana

Is 2,1-5 (A) – Is 4,2-6 (B, C); Sal 121; Mt 8,5-11 Andiamo con gioia incontro al Signore

MARTEDÌ 2 DICEMBRE viola

Liturgia delle ore I settimana

Is 11,1-10; Sal 71; Lc 10,21-24 Nei suoi giorni fioriranno giustizia e pace

MERCOLEDÌ 3 DICEMBRE bianco

S. Francesco Saverio (m) Liturgia delle ore I settimana

Is 25,6-10a; Sal 22; Mt 15,29-37 Abiterò nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita

GIOVEDÌ 4 DICEMBRE viola

Liturgia delle ore I settimana

Is 26,1-6; Sal 117; Mt 7,21.24-27 Benedetto colui che viene nel nome del Signore

 

VENERDÌ 5 DICEMBRE viola

Liturgia delle ore I settimana

Is 29,17-24; Sal 26; Mt 9,27-31 Il Signore è mia luce e mia salvezza

SABATO 6 DICEMBRE bianco

S. Nicola (m) Liturgia delle ore I settimana

Is 30,19-21.23-26; Sal 146; Mt 9,35 – 10,1.6-8 Beati coloro che aspettano il Signore

DOMENICA 7 DICEMBRE viola

II DOMENICA AVVENTO A
Liturgia delle ore II settimana

Is 11,1-10; Sal 71; Rm 15,4-9; Mt 3,1-12 Vieni, Signore, re di giustizia e di pace