Era Venerdì santo, e con il pranzo più magro sono suonate le sirene: duemila bombe sono cadute sulla città. Il sindaco Conte: “No all’indifferenza”
Sotto un sole cocente, martedì 7 aprile 2026 centinaia di persone si sono radunate in piazza dei Signori per le commemorazioni di quello stesso giorno di 82 anni fa. Un 7 aprile che anche quell’anno, il 1944, era prossimo alla Pasqua: nel 2026 appena passata, nel 1944 ancora a venire. Era Venerdì santo, e con il pranzo più magro sono suonate le sirene: duemila bombe sono cadute sulla città, dalle 13.24, e si stima che 1.600 persone persero la vita.
Anche il 7 aprile 2026, le campane della torre civica hanno suonato per loro; ai suoi piedi, una cittadinanza raccolta con autorità civili e militari, associazioni d’arma e combattentistiche, giovani, testimoni, cittadini, studenti, giornalisti, associazioni, e i turisti, anche anglofoni, che hanno sostato con curiosità ai bordi della piazza chiedendosi cosa stesse succedendo, ignari del fatto che quelle bombe di 82 anni fa fossero state sganciate dai loro antenati – così tanto la guerra ci appare lontana nel tempo, e purtroppo anche nello spazio -. C’era, naturalmente, il sindaco di Treviso, Mario Conte, con un gran numero di assessori e consiglieri di ogni schieramento, Giorgia Favarato, neoeletta sindaca del Consiglio comunale dei ragazzi, l’on. Rachele Scarpa e il presidente della provincia, Marco Donadel. Gli allievi della scuola di musica “Manzato” hanno riempito piazza dei Signori con la loro musica; negli intervalli delle letture dei consiglieri del Consiglio dei ragazzi, testimonianze di quel giorno.
Come non ritrovare, in quelle parole raccontate con la voce dell’innocenza di un ragazzino, le immagini e le urla che i social network, le televisioni e le testate online ci rimandano dai tanti scenari di guerra ancora attivi, oggi, nel 2026? “Che valore ha la memoria se poi accettiamo, anche solo con l’indifferenza, che nel mondo si continui a bombardare? – si è chiesto davanti a tutti il sindaco Conte -. Ma l’impegno che dobbiamo prenderci oggi è quello di costruire, insieme ai nostri ragazzi, la pace delle comunità. Non possiamo affidare queste speranze ai grandi della terra, anche perché molti di loro non ne vogliono sapere, né limitarci ad appelli fine a sé stessi. Dobbiamo lasciare tracce visibili nei nostri comportamenti quotidiani: nel modo in cui parliamo, affrontiamo il prossimo, educhiamo. Se nel mondo si continua a bombardare, noi abbiamo il dovere – e la possibilità – di costruire, qui, nelle nostre comunità, una cultura diversa”. Osservazioni legittime e importanti, rispetto alle quali ci auguriamo la nostra Amministrazione possa davvero prestare fede, in prima persona.
Il programma delle commemorazioni è iniziato la mattina, alle 10.30, con una messa alla Chiesa Votiva, celebrata dal vicario generale, mons. Mauro Motterlini, in rappresentanza del vescovo, Michele Tomasi, impegnato a Roma con i cresimati.
“Siamo insieme – ha affermato mons. Motterlini – perché non si dimentichi quel sangue innocente, che deve sostenere, anche oggi, l’impegno di ciascuno a custodire, a difendere, a coltivare, a diffondere una cultura di pace e serena convivenza fra le persone, fra le Nazioni, fra i popoli. Insieme, perché vogliamo testimoniare la fede nelle risurrezione, affidando al Dio di ogni bontà i morti del bombardamento del 1944, pregando per tutti loro e per tutti i caduti, militari e civili”. Proseguendo, il vicario generale ha affermato che “la memoria è l’energia per l’oggi”, commemorare quell’evento ci aiuta a coltivare la pace, a educarci a essa.
Dopo l’appuntamento in piazza dei Signori, la giornata è proseguita alle 17 al tempietto di Santa Maria del Rovere, dove è stata svelata la lapide marmorea in ricordo dei bambini morti durante il bombardamento.
Dopo alcuni appuntamenti pomeridiani a palazzo dei Trecento e a San Nicolò, la giornata si è conclusa all’auditorium del museo Santa Caterina alle ore 21 con il reading teatrale “Sirene – 7 aprile ’44”, a cura dell’associazione culturale Satiro teatro. (Giorgia Favero)
