FOGLIO PARROCCHIALE SETTIMANALE DAL 1 ALL’8 FEBBRAIO 2026

Pubblicato giorno 30 gennaio 2026 - Foglio Parrocchiale

 

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febbraio 1 – 8

 

 

CONTENUTO

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,1-12)

In quel tempo, 1vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. 2Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:

3«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
4Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.
5Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.
6Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
7Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
8Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
9Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
10Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
11Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. 1
2
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi».

Beati voi poveri!

Commento al brano del Vangelo di Mt 5,1-12a. Di P. E. RONCHI

La chiesa ci chiama oggi a meditare sulle beatitudini pronunciate da Gesù in apertura del suo «discorso della montagna» (Mt 5,1-7,27).
Abituati come siamo ad ascoltare queste parole, a considerarle un testo poetico o un «manifesto» morale, abbiamo purtroppo dimenticato che le beatitudini sono 
«linguaggio della croce» (1Cor 1,18), capace di confondere ogni saggezza umana (cf. 1Cor 1,19-25)! A chi considera la realtà quotidiana del nostro mondo sorge infatti spontaneo chiedersi come sia possibile proclamare beati, felici quanti sono poveri, quanti piangono, quanti sono perseguitati…
Eppure le beatitudini sono uscite dalla bocca di Gesù in una cultura e in una società simile alla nostra, dove vigeva la legge della forza, dove ciò che contava era la ricchezza, dove la violenza era a servizio del potere. Occorre dunque ribadire che, ieri come oggi, le beatitudini sono e restano scandalose; e siccome colui che le ha vissute in pienezza è proprio colui che le ha pronunciate, Gesù, il quale per la sua narrazione di Dio è finito in croce, allora le beatitudini appartengono allo 
«scandalo della croce» (Gal 5,11).
Quando leggiamo queste acclamazioni non possiamo restare indifferenti: o le rigettiamo come utopiche, impossibili da realizzare, oppure dobbiamo accoglierle quale pungolo che mette in discussione la nostra fede, la nostra sequela del Signore Gesù e la nostra gioia e felicità nel vivere il Vangelo, dunque nella nostra esistenza umana.
Sappiamo bene che la felicità deriva dall’avere un senso nella propria vita, dal possedere un preciso orientamento, dal conoscere una ragione per cui vale la pena vivere e addirittura dare la vita.
Ebbene, le beatitudini ci indicano questa ragione e consentono a noi cristiani di dare un senso alla vita, all’operare dell’uomo: 
Gesù proclama beati quanti vivono alcuni comportamenti in grado di facilitare il cammino verso la piena comunione con Dio, comportamenti che vanno assunti nel cuore e messi in pratica tanto nel contenuto quanto nello stile. E lo fa con l’autorevolezza di chi vive ciò che chiede agli altri, di chi è affidabile perché fa ciò che dice!

Essere poveri nello spirito, ben prima di definire un rapporto con i beni, significa aderire alla realtà. Guai a pensare che la beatitudine sulla povertà riguardi solo la relazione con i beni: no, la povertà dello spirito e la purezza di cuore indicano che uno è libero nel cuore a tal punto da sentirsi povero ed è così povero nel cuore da sentirsi libero di accettare la propria realtà, libero anche di accettare le umiliazioni e di sottomettersi agli altri. Essere capaci di piangere significa piangere non per ragioni psicologiche o affettive, bensì versare lacrime che sgorgano da un cuore toccato dalla propria e altrui miseria.

Assumere in profondità la mitezza significa esercitarsi a rinunciare alla violenza in ogni sua forma: spesso infatti la peggior aggressività si cela dietro atteggiamenti falsamente miti, dietro sorrisi carichi di un odio mortifero… Avere fame e sete che regnino la giustizia e la verità significa desiderare che i rapporti con gli altri siano retti da giustizia e da verità, non dai nostri sentimenti. Praticare la misericordia e fare azioni di pace significa dimenticare il male che gli altri ci hanno fatto, sforzandoci di perdonarli. Essere perseguitati per amore di Gesù significa avere una prova concreta che si segue davvero il Signore delle nostre vite, colui che ha detto: «Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi» (Gv 15,20).Chi si trova in queste situazioni, chi lotta per assumere questi atteggiamenti, ascoltando le parole di Gesù può conoscere che l’azione di Dio è a suo favore e così sperimentare davvero la beatitudineuna gioia profonda e a caro prezzo, una gioia animata dalla comunione con il Signore, una gioia che niente e nessuno potrà rapirci (cf. Gv 16,23).

 

 

AVVISI 

Lunedì 2 febbraio, “Giornata mondiale della Vita consacrata”.
Nel giorno della Presentazione di Gesù al Tempio, il Vescovo Michele presiederà la celebrazione eucaristica alle ore 19, in Cattedrale, per i Religiosi che rinnoveranno i propri voti.

Giovedì 12 febbraio, in Seminario, alle ore 20.30
Incontro formativo con il vescovo Michele per gli animatori del “Vangelo nelle case” e per coloro che desiderano avere esperienza di ascolto della Parola in gruppo.

Scuola di Formazione Sociale Sant’Agnesepresso Collegio PIO X ore 20.30 . Ci saranno 4 incontri con i seguenti temi :
5 febb. “Non è un Paese per giovani –
12 febb. “Il problema casa:emergenza temporanea o crisi strutturale?”
19 febb. “Il posto del lavoro nella GenZ. –
26 febb.“Povertà e diseguaglianze. Cosa emerge dall’osservatorio Caritas?”,

La VITA DEL POPOLO di questa settimana contiene un fascicolo dedicato alla famiglia e alle sue problematiche.
Nel nostro sito parrocchiale, riportiamo la testimonianza di una partecipante al Giubileo dei detenuti, dello scorso 14 dicembre intitolata : Chi è nel buio e cerca la luce con tutto se stesso

 

ANGOLO DELLA CARITÀ

Ricordiamoci sempre di chi è nel bisogno e doniamo loro la possibilità di avere il necessario. Attraverso l’Emporio Solidale “Beato Erico”, la nostra comunità si fa vicina alle famiglie che vivono momenti di difficoltà.
Invitiamo tutti a un gesto di condivisione concreta
attraverso:
RACCOLTA ALIMENTI (a lunga conservazione): Tonno, olio, pelati, pasta, zucchero e detersivi, si possono depositare nella Cesta della Carità presso l’altare del Cristo Risorto.
SOSTEGNO ECONOMICO: Tramite la cassetta accanto alla cesta oppure con bonifico a destinatario: SOCIETA’ DI SAN VINCENZO DE PAOLI CONSIGLIO CENTRALE DI TREVISO – ODV causale : erogazioe liberale a favore dell’Emporio Solidale Beato Erico
IBAN: IT51Z0306912080100000003041
 GRAZIE

 

SETTIMANA LITURGICA

DOMENICA 1° FEBBRAIO verde

IV DOMENICA T. O. (A)
Liturgia delle ore IV settimana

Sof 2,3; 3,12-13; Sal 145; 1Cor 1,26-31; Mt 5,1-12a

Beati i poveri in spirito

LUNEDÌ 2 FEBBRAIO bianco

Presentazione del Signore (f)
Liturgia delle ore propria

Ml 3,1-4; opp. Eb 2,14-18; Sal 23; Eb 2,14-18; Lc 2,22-40

Vieni, Signore, nel tuo tempio santo

MARTEDÌ 3 FEBBRAIO verde

Liturgia delle ore IV settimana

2Sam 18,9-10.14b.21a.24-25a.30-32; 19,1-3; Sal 85; Mc 5,21-43

Signore, tendi l’orecchio, rispondimi

MERCOLEDÌ 4 FEBBRAIO verde

Liturgia delle ore IV settimana

2Sam 24,2.9-17; Sal 31; Mc 6,1-6 Togli, Signore, la mia colpa e il mio peccato

GIOVEDÌ 5 FEBBRAIO rosso

S. Agata (m)
Liturgia delle ore
IV settimana

1Re 2,1-4.10-12; Cant. 1Cr 29,10-12; Mc 6,7-13

Tu, o Signore, domini tutto!

VENERDÌ 6 FEBBRAIO rosso

Ss. Paolo Miki e c. (m)
Liturgia delle ore IV settimana

Sir 47,2-13 (NV); Sal 17; Mc 6,14-29

Sia esaltato il Dio della mia salvezza

SABATO 7 FEBBRAIO verde

Liturgia delle ore IV settimana

1Re 3,4-13; Sal 118; Mc 6,30-34

Insegnami, Signore, i tuoi decreti

DOMENICA 8 FEBBRAIO verde

V DOMENICA T. O. (A)
Liturgia delle ore I settimana

Is 58,7-10; Sal 111; 1Cor 2,1-5; Mt 5,13-16

Il giusto risplende come luce