CONTENUTO
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 3,13-17)
In quel tempo, 13Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. 14Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». 15Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare. 16Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. 17Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».
Tu vieni da me? Commento al Vangelo di Paolo Curtaz
Tu vieni da me?, si chiede stupito Giovanni il profeta. È lui che deve essere battezzato, purificato dal Messia. Ed invece è il Messia che viene a farsi battezzare.
Tu vieni da me?, non si capacita il più grande fra i profeti, il più grande fra i nati da donna.Ha imparato dal vento del deserto che la vita interiore è ricerca di Dio, la più straordinaria e complessa caccia al tesoro che possiamo intraprendere.
Ha lasciato crescere dentro di sé il desiderio.Ha imparato a cercarlo, il Dio dei Padri.
A rifiutare le lusinghe del tempio e del culto, prima.
E della folla che lo considera un guru, poi. Ha tagliato i ponti con tutto, con tutti.
Sulla scia di migliaia di asceti di tutte le religioni e di tutti i tempi, ha imparato a fare a meno di quasi tutto, di quasi tutti, a ridurre a nulla le esigenze perché l’anima, libera, potesse esprimersi.Ha pregato, digiunato, dormito nel freddo del deserto, taciuto. Tutto per poter avere un qualche contatto con Dio.Tutto per intercettare il suo sguardo. Lo ha cercato fin nell’arido deserto di Giuda, sulle sponde del Giordano. Ed ora è lui, Dio, a venirgli incontro.
Stupori
Tu vieni da me?, si è chiesta Maria guardando il suo ventre che, giorno dopo giorno, cresceva, prima lievemente, poi sempre di più. Tu vieni da me?, si è chiesto il giovane Giuseppe, nella notte tormentata in cui Dio gli ha rubato la ragazza e gli ha chiesto, gentilmente, di prendersi in casa una sposa e un figlio non suoi.
Tu vieni da me?, si sono chiesti i pastori, i maledetti, svegliandosi di soprassalto storditi dalla luce di mille angeli. Tu vieni da me?, si sono chiesti i facoltosi curiosi d’oriente, uscendo dal palazzo del folle Erode e seguendo la stella fino a Betlemme. Tu vieni da me?, mi sono chiesto cento, mille volte, in questa mia luminosa ed inquieta vita, quando ho visto Dio raggiungere i dimenticati, saltare gli steccati, sfinirsi nel cercare ogni perduto, ogni sconfitto, ogni perdente. Nel cercare me.
Mischiato fra i peccatori, il capo chino, uguale agli uguali, confuso fra la folla, mentre calpesta il fango da cui tutti proveniamo, avanza il falegname di Nazareth. Giovanni continua ad immergere le persone sotto l’acqua per poi farle riemergere, nuove. Lo vede, infine, e si ferma. Tu vieni da me?: com’è possibile? Non è l’uomo a dover cercare Dio? Non è Israele ad essersi rovinato con le proprie mani, abbandonando Dio che ora lo aveva abbandonato all’ostinazione del proprio cuore? Non è, Dio, il nascosto, l’inconoscibile, il desiderio segreto e irraggiungibile della ricerca umana? No, Giovanni, ti sbagli. Dio è diverso, anche da ciò che ti aspettavi, tu, il più grande tra i credenti.
Solidale
È già tutto qui il Vangelo, è già tutto evidente e palese il volto di Dio, è già detto e mostrato l’essenziale, è già chiuso il discorso. Giovanni tentenna, e noi con lui.
I ragionamenti, le distinzioni, la meritocrazia religiosa, peggio – se possibile – di quella sociale, le devozioni, tutto è spazzato via da quel gesto umile e devastante di Dio. Egli è il totalmente altro, l’assoluto, il realizzato, la perfezione, la pienezza.
E l’abbandona, per farsi solidale, per venire incontro, per conoscere, per redimere, per salvare. Senza condizioni, senza ricatti, senza attese.
Dio ama, perciò si spoglia di sé, perciò avanza nel fango.
Segni dell’anima
Si apre il cielo. Isaia aveva profetizzato un cielo chiuso, inaccessibile agli uomini. Ora è per sempre spalancato.Scende una colomba: non il fuoco che brucia Sodoma e Gomorra, non l’acqua del diluvio che annega i peccatori. Ma la mite colomba perché con la dolcezza Cristo convertirà i nostri cuori. Il mio.
È il Figlio, colui che viene, perché assomiglia al Padre.
È il prediletto, termine usato per indicare il sacrificio di Isacco, perché già si staglia all’orizzonte la croce, determinazione del folle amore di Dio.
Primo gesto di una lunga serie di gesti che in tre anni porterà il Rabbì a pendere dalla croce, Gesù svela il volto di un Dio che esce a cercare la pecora persa, che attende il ritorno del figlio spendaccione; che si ferma nella casa di Zaccheo, che banchetta con i peccatori, che non giudica la peccatrice pubblica, che porge l’altra guancia, che non spegne il lucignolo fumigante, né spezza la canna incrinata, che fa festa per ogni peccatore che si converte, che muore – infine – pronunciando parole di perdono.
Ecco Dio, amici. Ecco il nostro Dio. Lasciatevi amare. Lasciati amare.
AVVISI
LUNEDI’ 12 gennaio ore 18.30 – San Nicolò,
Dimostrazione del pendolo di Foucault. Esperimento scientifico che consente di osservare direttamente la rotazione della Terra.
L’evento è aperto a tutti .
DAL 18 AL 25 GENNAIO – Settimana mondiale di preghiera per l’unità dei cristiani.
Mercoledì 21 veglia diocesana a Mogliano
GENNAIO – mese della pace
Sono stati pensati due incontri per il 15 e il 22 gennaio, alle 20.30, nell’aula magna dell’Istituto tecnico per il turismo G. Mazzotti di Treviso con la partecipazione del Vescovo Michele.
Gli appuntamenti intendono mettere al centro il tema dei conflitti dimenticati e della pace come chiave di un cambiamento.
Quindi, l’invito a partecipare a “In marcia per la pace”, domenica 25 gennaio, con ritrovo alla stazione di Camposampiero, alle ore 14, inizio della marcia, e alla celebrazione della messa nella chiesa dei SS. Pietro e Paolo, alle ore 18.
Chiusura del Giubileo – 6 Gennaio
L’appello di papa Leone dopo aver chiuso la Porta Santa a San Pietro
“Si affermi l’artigianato della pace”.
Nel nostro sito riportiamo alcune delle sue riflessioni in questa occasione.
ANGOLO DELLA CARITÀ
Ricordiamoci sempre di chi è nel bisogno e doniamo loro la possibilità di avere il necessario.
Attraverso l’Emporio Solidale “Beato Erico”, la nostra comunità si fa vicina alle famiglie che vivono momenti di difficoltà.
Invitiamo tutti a un gesto di condivisione concreta attraverso:
RACCOLTA ALIMENTI (a lunga conservazione): Tonno, olio, pelati, pasta, zucchero e detersivi, si possono depositare nella Cesta della Carità presso l’altare del Cristo Risorto.
SOSTEGNO ECONOMICO: Tramite la cassetta accanto alla cesta o via bonifico: Intestato a: Soc. San Vincenzo De Paoli Cons. Centrale Treviso – ODV –IBAN: IT51Causale: Emporio Solidale.
Z 03069 12080 100000003041 -
GRAZIE
SETTIMANA LITURGICA
| DOMENICA 11 GENNAIO bianco
BATTESIMO DEL SIGNORE A (f) Is 42,1-4.6-7; Sal 28; At 10,34-38; Mt 3,13-17 Il Signore benedirà il suo popolo con la pace |
| LUNEDÌ 12 GENNAIO verde
Tempo Ordinario 1Sam 1,1-8; Sal 115; Mc 1,14-20 A te, Signore, offrirò un sacrificio di ringraziamento |
| MARTEDÌ 13 GENNAIO verde
Liturgia delle ore I settimana 1Sam 1,9-20; Cant. 1Sam 2,1.4-8; Mc 1,21b-28 Il mio cuore esulta nel Signore, mio salvatore |
| MERCOLEDÌ 14 GENNAIO verde
Liturgia delle ore I settimana 1Sam 3,1-10.19-20; Sal 39; Mc 1,29-39 Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà |
| GIOVEDÌ 15 GENNAIO verde
Liturgia delle ore I settimana 1Sam 4,1b-11; Sal 43; Mc 1,40-45 Salvaci, Signore, per la tua misericordia |
| VENERDÌ 16 GENNAIO verde
Liturgia delle ore I settimana 1Sam 8,4-7.10-22a; Sal 88; Mc 2,1-12 Canterò in eterno l’amore del Signore |
| SABATO 17 GENNAIO bianco
S. Antonio abate (m) 1Sam 9,1-4.17-19.26a; 10,1a; Sal 20; Mc 2,13-17 Signore, il re gioisce della tua potenza! |
| DOMENICA 18 GENNAIO verde
II Domenica T. O. A Is 49,3.5-6; Sal 39; 1Cor 1,1-3; Gv 1,29-34 Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà |